Menu
Porfido
Cenni storici

Fra le varie modalità di deposizione di queste rocce particolare importanza assumono le cosidette ignimbriti, in quanto sono queste che hanno dato origine al "porfido".
Si tratta di colate di miscele liquide e gassose con spessori variabili generalmente da 5 a 20 metri e con un chimismo abbastanza costante, fino a costituire la cosiddetta unità ignimbritica, che raggiunse centinaia di metri di spessore.
Il porfido attualmente coltivato è limitato ad una di queste unità ignimbritiche (classificata come ignimbrite riolitica), caratterizzata da fessurazione verticale e da frattura di percussione molto nette, indispensabili per la lavorazione del "porfido"; lo spessore coltivabile, data la mancata lastrificazione, è di circa 100 - 200 metri.
Applicazioni
I prodotti ottenuti dal porfido del Trentino si adattano alle più svariate esigenze e vengono perciò utilizzati sia per la pavimentazione di esterni, che per interni di particolare raffinatezza, sia ancora per il rivestimento di facciate di muri e edifici. La versatilità di questo materiale permette comunque di ottenere qualunque tipo di manufatto, in modo da soddisfare ogni possibile esigenza architettonica.
